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Il ruolo del dentista nello sbiancamento dentale e igiene orale

Alcuni alimenti, bevande e soprattutto il fumo sono nemici del colore dei denti. Ma anche l’invecchiamento comporta una alterazione del colore dei denti. In molti casi è possibile intervenire e ripristinare il più possibile il colore originale dei denti attraverso sedute professionali di sbiancamento dentale e igiene orale. In farmacia o attraverso la grande distribuzione, è possibile reperire molti prodotti definiti utili per lo “sbiancamento dentale”. In realtà la loro efficacia è mirata al mantenimento di quanto ottenuto con una seduta di sbiancamento professionale. Lo sbiancamento è un atto medico e come tale è indispensabile una preliminare valutazione da parte del dentista della natura del difetto di colore del dente naturale oggetto del trattamento sbiancante e della situazione clinica. Infatti, non tutti i difetti di colore dei denti naturali possono essere risolti tramite lo sbiancamento, spesso essendo le alterazioni del colore dentale dovute a prolungata assunzione di farmaci in età infantile, a traumi dentali nonché ad ulteriori cause eziologiche che non possono essere risolte con tale metodica. Bisogna poi sempre valutare lo stato di salute delle gengive, per valutare se esistano condizioni infiammatorie da rimuovere in via preliminare. Infine, l’eventuale presenza di tartaro richiede una seduta di igiene orale prima del trattamento sbiancante. In ogni caso, i trattamenti sbiancanti non sono definitivi ma devono essere ripetuti con regolarità almeno ogni 18-24 mesi.

Gli impianti dentali

L’impianto dentale è uno dei trattamenti idonei a sostituire i denti mancanti. L’uso di impianti nelle edentulie complete o parziali è diventato una modalità di trattamento molto diffusa in odontoiatria; gli impianti hanno una serie di vantaggi rispetto alla protesi parziale fissa:

1)  alto tasso di successo

2) minor rischio di carie e problemi endodontici nel dente adiacente

3) miglior manutenzione dell’osso nel sito edentulo

4) diminuzione della sensibilità nel dente adiacente.

 

L’obbiettivo della moderna odontoiatria è quello di ripristinare il profilo normale de paziente in funzione di comfort, estetica e salute indipendentemente dalla atrofia, malattia o lesioni del sistema stomatognatico.

 

Gli impianti dentali sono sempre più utilizzati per sostituire i singoli denti, soprattutto nelle regioni posteriori della bocca, evitando di ridurre la struttura dentale sana per realizzare corone su  2 o più denti.

 

L’ipersensibilità dentale

L’ipersensibilità dentale è caratterizzata da un dolore acuto dovuto alla esposizione della dentina privata della copertura di smalto. Il fenomeno doloroso può essere scatenato da stimoli termici, tattili o chimici, non riconducibili a stati patologici del dente (es. carie, fratture). Cercando nuovi approcci nella terapia dell’ipersensibilità dentale è stata valutata l’efficacia e la sicurezza nel trattamento con il laser a diodo.

 

Gli effetti della musica nel ridurre l’ansia da procedimenti dentali in pazienti con esigenze speciali

L’ansia del dentista è una problematica particolarmente sentita da alcune categorie di persone maggiormente sensibili, che mostrano una riluttanza a sottoporsi a trattamenti odontoiatrici con conseguente peggioramento della salute orale. I farmaci utilizzati in fase preoperatoria, col fine di ridurre l’agitazione relativa alle procedure dentali, possono avere effetti collaterali, motivo per cui si cercano delle alternative. Una di queste, emersa da uno studio volto ad individuare alternative naturali ai farmaci, è stata l’ascolto di musica prima del trattamento. Con la musica i pazienti in esame hanno riportato, oltre ad una diminuzione dell’agitazione, una riduzione della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco, beneficiando di una condizione di maggiore tranquillità che ha consentito loro di vivere positivamente l’esperienza di un trattamento odontoiatrico.

L’efficacia del laser a diodo come coadiuvante nella terapia endodontica

Allo scopo di valutare l’efficacia del laser a diodo come strumento coadiuvante nella terapia endodontica, è stato condotto uno studio che ha determinato che la terapia con il laser a diodo è in grado di eliminare i batteri presenti in denti infetti, agevolando dunque la tradizionale terapia canalare.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27462611

/https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4947651/

 

Report mette sotto accusa le catene low cost

Il tema delle cosiddette “catene” e dell’odontoiatria low cost, comincia ad avere visibilità mediatica e a dare la rilevanza di un problema che, prima ancora degli addetti ai lavori, coinvolge tutti i cittadini. Dopo alcuni servizi usciti nel recente periodo sulle testate nazionali televisive e sulla carta stampata,una puntata della nota trasmissione Report, ha affrontato la questione. Nel servizio è stato  evidenziato come la preponderanza commerciale su quella sanitaria sia sancita anche dalla titolarità di queste società, spesso riconducibili ad attività e capitali che nulla hanno a che vedere con la professione medica: da immobiliaristi a fantomatiche società di servizi, addirittura a commercianti di pesce all’ingrosso. Utilizzando una pubblicità aggressiva queste “catene” hanno facile appiglio su molte famiglie italiane alle prese con la quotidiana ‘quadratura del cerchio’ dei propri bilanci domestici. Promesse che purtroppo vengono spesso disattese, quando i costi allettanti ed evidentemente ingannevoli esposti in manifesti e brochure subiscono brusche impennate con la contabilizzazione di tutto quanto non compreso nel prezzo di partenza e, se poi va male, con interventi sovradimensionati rispetto alle effettive esigenze terapeutiche dei pazienti.

Parodontite e diabete

Il rapporto tra parodontite e stato di salute generale è ben noto.  In particolare le correlazioni con il diabete sono certamente tra quelle con maggiore evidenza scientifica. Oggi vi sono, nel mondo, 415 milioni di individui tra i 20 e i 79 anni affetti da diabete di cui 193 milioni non diagnosticati. In Italia ne sono affetti più di 3 milioni, circa il 5,3% dell’intera popolazione, mentre oltre un milione e mezzo di persone, pur ammalate, non sanno di esserlo. Fra le principali complicanze del diabete il cavo orale è chiamato fortemente in causa. In particolare, la parodontite è oggi considerata, a livello scientifico internazionale, la VI complicanza del diabete. Le correlazioni tra diabete e parodontite sono ben note da diversi anni. E’ emersa una chiara correlazione tra la presenza di diabete, specie nelle forme meno controllate, e la progressione della parodontite mentre la presenza di parodontite è in grado di influenzare in modo sensibile il decorso e il controllo clinico e farmacologico del diabete. La prevenzione è la risposta appropriata per chi ha gengive sane, mentre chi ha una parodontite ha bisogno di terapia quanto più precoce è possibile.

 

La via verso il benessere naturale

L’implantologia dentale offre l’opportunità di sostituire completamente e per lungo tempo i denti perduti. Gli impianti dentali, la cui ricerca e sperimentazione si fondano su solide basi scientifiche, sono utilizzati con successo da decenni in campo odontoiatrico. Essi possono sostituire uno o più denti oppure consentono di fissare saldamente le protesi nella bocca del paziente. Studi a lungo termine hanno dimostrato inequivocabilmente che la percentuale di successo degli impianti dentali dopo 15 anni è superiore al 96%. Anche gli impianti, come i denti naturali, richiedono un regolare controllo e una scrupolosa igiene orale. Durante un breve intervento ambulatoriale, eseguito in anestesia locale, l’impianto viene inserito e nelle settimane successive si integra saldamente e in modo indolore all’osso in crescita, fornendo un ancoraggio a lungo termine del dente sostituito. Anche gli impianti, come i denti naturali, richiedono un regolare controllo e una scrupolosa igiene orale. Una cura adeguata, un’accurata valutazione pre-operatoria ed un inserimento corretto dell’impianto sono i presupposti fondamentali per una lunga durata degli impianti.

Come proteggere i denti dalla carie?

Per mantenere i denti sani bisogna lavarli regolarmente, e poi fare attenzione a ciò che si mangia. Infatti i dolcificanti come il saccarosio, lo zucchero più cariogeno, favoriscono la carie. I cibi con il saccarosio stimolano una notevolissima proliferazione di batteri cariogeni. Se proprio non potete farne a meno di utilizzare un dolcificante, scegliete quelle a base di stevia, che è un dolcificante meno cariogeno.

Il ruolo del dentista nello sbiancamento dentale

E’ risaputo che taluni alimenti, bevande e soprattutto il fumo sono nemici del colore dei denti. Ma anche l’invecchiamento comporta una alterazione del colore dei denti. In molti casi è possibile intervenire e ripristinare il più possibile il colore originale dei denti attraverso sedute professionali di sbiancamento. In farmacia o attraverso la grande distribuzione è possibile reperire molti prodotti definiti utili per lo “sbiancamento dentale”. In realtà la loro efficacia è mirata al mantenimento di quanto ottenuto con una seduta di sbiancamento professionale. I prodotti “fai da te” hanno infatti concentrazioni minime di perossido di idrogeno, l’agente che determina lo sbiancamento dentale. La normativa europea (Regolamento UE n. 344/2013), vieta la vendita al consumatore finale di prodotti con concentrazioni di perossido di idrogeno maggiore dello 0,1% e minore o uguale al 6%.  Concentrazioni superiori sono consentite solo per i prodotti ad uso professionale che devono essere prescritti dai soli professionisti abilitati all’odontoiatria.Lo sbiancamento,  è un atto medico e come tale è indispensabile una preliminare valutazione da parte del dentista della natura del difetto di colore del  dente naturale oggetto del trattamento sbiancante e della situazione clinica. Infatti, non tutti i difetti di colore dei denti naturali possono essere risolti tramite lo sbiancamento, spesso essendo le alterazioni del colore dentale dovute a  prolungata assunzione di farmaci in età infantile, a traumi dentali nonché ad ulteriori cause eziologiche che non possono essere risolte con tale metodica. Bisogna poi sempre valutare lo stato di salute delle gengive, dei denti per valutare se esistano condizioni infiammatorie da rimuovere in via preliminare. Infine l’eventuale presenza di tartaro richiede una seduta di igiene orale prima del trattamento sbiancante. Comunque, i trattamenti sbiancanti non sono definitivi ma devono essere ripetuti con regolarità almeno ogni 18-24 mesi.